Breve biografia dell’artista

SA Smythe è un pluristrumentista, teoricə criticə, educatore e artista transmediale. La sua pratica artistica riunisce poetica, composizioni di partiture, performance, sculture di luce, ed effimeri archivistici per coreografare cartografie di (non)appartenenza nera e trans. Smythe è stato artista in sede a BASE (Milano), MacDowell (USA) nell’Installazione Multimediale), The Church (New York), The Recovery Plan/BHMF e Cango/Pia (Firenze), e Lindemann Performing Arts Center (presso Brown University, USA). Ha condiviso il suo lavoro a livello internazionale in sedi tra cui la Blackwood Gallery, la Galleria d’Arte dell’Università di York e FADO Performance Art Centre, tutti e tre i quali a Toronto; Palazzino indiano arte/Cango a Firenze; Kampnagel ad Amburgo; Berkeley Arts Centre a California; Scuderie del Quirinale a Roma; GXRLSCHOOL a Los Angeles; SPAZIO GRIOT al Museo Mattatoio a Roma; Africa Writes Literary Festival a Londra (come headliner), ed altrove in progetti collaborativi e da solo, in installazioni, workshop e nei festival. Ha vinto il 2022 Rome Prize in italianistica, ed adesso ha sede tra Toronto, in Italia, e la terra non ceduta delle Tongva [alias Los Angeles]. È attuale professore associato (professore di II fascia) di «Black Studies & the Archive» presso l’Università di Toronto, dov’è Direttore del Collaboratorio per la Poiesis Nera [The Collaboratory for Black Poiēsis].